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Quali sono le regole auree per una grafica impattante?

Non scomoderò la battuta sul famoso “cugino smanettone” a cui si rivolge il titolare di un’attività per risparmiare qualche euro non pagando un professionista, perché è stata stra-abusata in tutti i modi possibili e immaginabili con meme, video e post.

Preferisco andare direttamente al nocciolo della questione. Nella comunicazione l’abito FA il monaco, con “f” e “a” entrambe maiuscole! Prova a pensarci un attimo: quanto ti disturba leggere un cartellone in cui la foto usata è chiaramente sgranata? Oppure cercare di decifrare una scritta bianca su sfondo celestino chiaro, praticamente invisibile?

E se la cosa diventa penalizzante quando parliamo di una pubblicità su carta, il danno diventa persino maggiore sui social. Scorrendo nel nostro feed di Instagram, bombardati da immagini, saremo attratti da un’immagine che si distingue dalle altre – e magari ci fermeremo anche a leggere il post – mentre passeremo rapidamente oltre tutte quelle giudicate come anonime, brutte o incomprendibili. E questo avviene in appena una frazione di secondo!

Per questo motivo, è bene rispettare alcune regole auree nella creazione delle nostre grafiche, che io riassumo in cinque punti cardine:

Leggibilità: tutti gli elementi devono essere ben percepibili a colpo d’occhio. Un visual deve catturare in una frazione di secondo l’attenzione dell’utente per farlo soffermare sul contenuto testuale che vogliamo veicolare. Per questo motivo non bisogna sovraccaricare una grafica con troppo testo. Il fine, quindi, è di non confondere la persona con una mole eccessiva di informazioni da processare tutte assieme. Comunicare troppo, in questo frangente, significa non comunicare nulla.

Gerarchia visiva: fin dall’inizio è necessario stabilire l’ordine degli elementi e dei messaggi che si vuole vengano alla fine percepiti dall’utente, calcolando colori, forme, caratteri, box, griglie e così via.

Colori e forme: il colore deve essere coerente con il messaggio da comunicare. Questi stimolano il nostro cervello più antico e trasmettono emozioni in modo immediato e involontario, quindi possiamo sfruttarle a nostro favore per rafforzare i punti che vogliamo far fissare nella mente del cliente.

Caratteri: bisogna individuare il font che esalterà al massimo il tono del testo, dandogli il giusto (appunto) carattere. Non esistono font brutti, ma solo font usati in modo inadeguato. Ad esempio, non consiglierei di scegliere un Comic Sans per un’agenzia funebre, oppure un Helvetica per una festa di compleanno per bambini. Ancora, non bisogna usare mai più di due font nella stessa grafica, e non devono essere né troppo simili tra loro né troppo diversi. In caso di dubbi, sappi che esistono siti online che ti aiutano a trovare il match giusto tra i vari font.

Efficacia: importantissimo, il visual va strutturato non sul proprio gusto personale (o su quello del cliente), ma su quello che converte maggiormente con il nostro target. Nel marketing non facciamo arte fine a se stessa, ma sfruttiamo la grafica per veicolare prodotti, servizi o idee. Non bisogna mai dimenticarlo.

Affronteremo in maggior dettaglio alcuni degli elementi che abbiamo solo accennato in questo pezzo in futuri articoli. Seguici iscrivendoti alla nostra newsletter per non perdere i nostri approfondimenti sul grande universo del marketing.

Andrea Carta