Un passaggio di mano, un cambio di metodo
Nata negli anni Quaranta, Fratelli Orrù è una delle aziende più conosciute della Sardegna, un nome che in ottant’anni ha rivestito le case e i bagni di migliaia di sardi costruendo una reputazione tramandata di generazione in generazione.
C’è un dettaglio che racconta meglio di ogni altro quanto questo nome fosse radicato nella vita pubblica dell’isola, perché tra gli anni Ottanta e Novanta è stata proprio Fratelli Orrù ad accompagnare il Cagliari Calcio nella sua scalata dalla Serie C alla Serie A, legando per una generazione di tifosi il proprio nome a uno dei momenti più sentiti della storia sportiva cittadina.
Arrivati alla terza generazione di imprenditori, i nipoti del fondatore si sono trovati davanti a un’eredità preziosa ma anche pesante, perché ottant’anni di storia, competenza e fiducia erano racchiusi in un nome, “Fratelli Orrù”, che parlava il linguaggio di una ragione sociale più che quello di un brand contemporaneo, e in una comunicazione che non rifletteva più la qualità del lavoro svolto ogni giorno.
Da questa diagnosi sono nati i tre obiettivi della strategia, rinnovare la brand identity di un marchio nato ottant’anni prima, risvegliare la comunicazione e individuare nuovi media adatti a un target che nel frattempo era cambiato.
Di conseguenza il primo e più evidente passo della strategia è stato il naming, un’opera coraggiosa e innovativa promossa proprio dai nipoti del fondatore, perché semplificare un nome storico significa anche assumersi la responsabilità di una scelta irreversibile.
Il nome è diventato Orrù, senza ulteriori specificazioni oltre al payoff, una sintesi che non cancella la storia dell’azienda ma la condensa in un’unica parola, più facile da ricordare, da scrivere, da pronunciare, e pronta per essere applicata a un sistema di brand identity completamente rinnovato, dal logo alla carta intestata fino ai biglietti da visita.
Il logo precedente
Il logo sviluppato da Publikendi
Le applicazioni del logo
La strategia differenziante è partita anche da un cambiamento nel modo di guardare al prodotto stesso, perché il bagno moderno non è più soltanto un “servizio”, un luogo in cui passare pochi istanti della giornata e poi richiudere la porta, ma è diventato per chi progetta la propria casa un vero angolo di benessere personale, uno spazio che richiede la stessa cura dedicata agli altri ambienti domestici.
Di conseguenza ogni contenuto prodotto per Orrù ha smesso di parlare di rivestimenti e sanitari come materiali da catalogo e ha iniziato a raccontarli come elementi di un progetto di benessere pensato su misura per chi lo abiterà.
Da questa stessa idea nasce il concetto alla base del nuovo brand, ovvero che l’azienda stessa, rappresentata dal proprio nome, diventa l’oggetto del business. È una scelta che si spiega con l’esperienza di Orrù come produttore e non soltanto come rivenditore, perché ottant’anni di lavoro sulla materia hanno permesso all’azienda di individuare con autorevolezza i migliori fornitori e di conoscere a fondo ciò che vende, una competenza che nessun concorrente più giovane può vantare nello stesso modo.
Mettere il nome Orrù al centro, quindi, significa dire al mercato che dietro ogni prodotto proposto c’è una storia di competenza che vale quanto il prodotto stesso, una personificazione che eleva ogni rivestimento e ogni sanitario a oggetto di design e non più a semplice materiale necessario.
La comunicazione digitale, costruita su Facebook e Instagram con una regolarità e una coerenza stilistica mantenute nel tempo, ha portato Orrù a essere percepita non più soltanto come fornitore di materiali ma come consulente di uno stile di vita domestico, un punto di riferimento per chi vuole immaginare il proprio bagno prima ancora di costruirlo.
Di conseguenza la collaborazione ha potuto consolidarsi su un terreno già preparato dal lavoro di posizionamento, con una strategia editoriale capace di alternare il racconto dei prodotti a quello dei progetti realizzati, mantenendo sempre al centro l’idea del bagno come angolo di benessere.