Content marketing: perché produrre contenuti senza strategia è il modo più elegante per sprecare risorse

Il content marketing è diventato, negli ultimi dieci anni, una delle discipline più praticate e contemporaneamente meno comprese dell’intero ecosistema del marketing digitale.

Si producono articoli, si pubblicano video, si aggiornano i profili social con una regolarità che a volte rasenta l’accanimento, e tuttavia i risultati restano spesso deludenti rispetto all’energia impiegata, al punto che molti imprenditori iniziano a chiedersi se questo content marketing funzioni davvero o se sia soltanto una moda rivestita di autorevolezza accademica.

La risposta onesta è che funziona, ma a una condizione: che esista a monte una strategia che risponda con precisione ad alcune domande fondamentali.

A chi si rivolge il contenuto, e in quale momento del suo processo di acquisto lo intercetta?

Quale problema specifico di quel pubblico cerca di risolvere o di illuminare?

Quale relazione intende costruire tra chi produce il contenuto e chi lo consuma, e in quale direzione si vuole muovere quella relazione nel tempo?

Che misura si usa per sapere se un contenuto ha raggiunto lo scopo per cui è stato creato?

Quando queste domande non hanno una risposta, il content marketing diventa una produzione continua senza destinazione, un processo di creazione che assorbe tempo e risorse senza che ci sia un sistema capace di trasformare l’attenzione generata in valore concreto per l’azienda. I contenuti vengono creati perché si ritiene che sia giusto farlo, perché i competitor li fanno, perché qualcuno ha detto che il blog porta traffico e i social costruiscono brand awareness, tutte affermazioni vere in linea di principio ma insufficienti a giustificare un investimento significativo senza una strategia che le contestualizzi.

Una strategia di content marketing efficace inizia dalla comprensione del pubblico, e non in senso astratto. Significa sapere quali domande si pone quel pubblico in ciascuna fase del proprio percorso, dalla prima consapevolezza del problema fino alla decisione di acquisto e oltre, e costruire un sistema di contenuti che accompagni quel percorso con informazioni pertinenti, prospettive utili e prove di competenza che costruiscano fiducia nel tempo.

Ogni contenuto ha una funzione specifica in questo sistema, e quella funzione determina il formato, il tono, il canale e il momento in cui va distribuito.

Questo è il lavoro che precede la scrittura del primo articolo o la produzione del primo video, e che molte aziende saltano perché sembra un passaggio preparatorio poco urgente rispetto alla necessità di essere visibili subito.

Ma è esattamente questo salto a spiegare perché tanti sforzi di content marketing producono contenuti apprezzabili isolatamente che però non costruiscono mai nulla di cumulativo, nessuna autorevolezza duratura, nessun flusso stabile di lead qualificati, nessuna relazione significativa con il pubblico che si voleva raggiungere.

Il content marketing è uno degli strumenti più potenti a disposizione di un’azienda per costruire reputazione e generare domanda nel tempo. Ma per farlo lavorare in modo efficiente ha bisogno, come ogni strumento, di essere inserito in un progetto più grande che sappia dove sta andando.

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